Vivere Green

Spiagge italiane ridotte a discarica: ciò che è emerso è davvero grave

Il rispetto dell’ecosistema marino, e dunque anche delle spiagge italiane, non può passare solo attraverso bei proclami: occorrono dei piani specifici, studiati e definiti nei minimi particolari da gruppi competenti nel campo.

Finché il passaggio dalla teoria alla pratica verrà rimandato, allora sarà fiato sprecato. Ed è questa l’impressione che emerge guardando i recenti dati diffusi da Legambiente, con il report Beach Litter 2023. Il report diramato dall’autorevole associazione dovrebbe suonare a mo’ di sveglia, anche alla luce delle risposte dell’ambiente al maltrattamento.

Un tema diventato di estrema attualità, dati gli ultimi nefasti episodi occorsi lungo la nostra penisola. Anche se la principale responsabilità verte sulle istituzioni politiche, non è nemmeno possibile fare come Ponzio Pilato: lavarsi le mani. In caso contrario, la situazione è destinata a peggiorare, fino a precipitare in maniera forse irreversibile.

Ovviamente, è lo scenario più catastrofico immaginabile, ma bisogna pure rendersi conto delle difficoltà patite dalla natura. Dopo averla martoriata per secoli (soprattutto gli ultimi) è giunta l’ora di prendere consapevolezza dei piccoli gesti quotidiani.

Conchiglie sulle spiaggia

La documentazione pubblicata indica che, lungo i litorali italiani, ogni 100 metri si trovano in media 961 rifiuti. Una quantità spropositata, stabilita con un esame approfondito di 38 lidi tra le diverse Regioni fortunate ad avere il mare. Nel complesso, sono passati al setaccio 232.800 metri quadrati di spiaggia, dove sono stati recuperati 36.543 oggetti, di diverso tipo.

La “classifica dei rifiuti” sulle spiagge italiane

Riva

Al primo posto figurano i frammenti di plastica, costituenti il 10,9 per cento del totale, davanti a tappi e coperchi (8,6 per cento) e mozziconi di sigarette (6 per cento). Certe cattive abitudini vanno perse al più presto, onde evitare di pentirsene quando ormai il danno sarà stato fatto.

E poi basta davvero poco per rimettersi in carreggiata, come, ad esempio, differenziare i rifiuti alla fine della giornata. Nulla di complicato né di impegnativo, a patto di voler davvero dare un contributo alla causa.