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Specie aliene: gli ospiti delle nostre coste

Ogni estate con l’arrivo del caldo, milioni di bagnanti si riversano sulle coste della nostra penisola. Con l’aumentare dei turisti aumentano anche gli avvistamenti delle cosiddette “specie aliene“. Si tratta principalmente di avvistamenti di piccoli animali appartenenti al macrozooplacton gelatinoso marino, gruppo che comprende le comuni meduse. Molto spesso questi animali creano un grande allarmismo perché alcune specie sono potenzialmente velenose per l’uomo.

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E’ importante sapere però che non si tratta di vere e proprie specie aliene, ma di frequentatori occasionali delle nostre coste. Questi bellissimi animali, come le meduse sono trasportati dalla corrente e dal vento riuscendo a disperdersi per centinaia di chilometri.

Conosciamo le specie

Tra tutte le specie, sono tre quelle che hanno maggiore ripercussione mediatica, conosciamole:

Velella velella

specie aliene velella
  • Questo Celenterato come altri suoi parenti è un Sifonoforo, questo aspetto lo differenzia dalle comuni meduse, in quanto l’organismo è una colonia di più polipi specializzati a svolgere compiti diversi.
  • Dimensioni: dischetto ovale di 4-7 cm.
  • Comunemente chiamata “Barchetta di San Pietro o San Giovanni“.
  • Ritrovata sulle rive di tutti gli oceani, preferisce acque calde e temperate, occasionalmente anche nel Mediterraneo.
  • Nonostante sia velenosa, questa specie risulta essere innocua per l’uomo. E’ comunque buona norma evitare il contatto con gli occhi se casualmente si tocca l’animale.

Porpita porpita

specie aliene porpita
  • Anche questa specie è un sifonoforo coloniale.
  • Comunemente chiamata “Bottone blu“.
  • Dimensione: dischetto circolare di 2,5 cm di diametro.
  • Diffusa in tutti gli oceani.
  • Tentacoli velenosi, ma innocui per l’uomo.

Physalia physalis

specie aliene caravella portoghese
  • Sifonoforo coloniale. Specie caratteristica per la presenza di un polipo chiamato Pneumatoforo, una sacca che si riempie di gas e permette il galleggiamento e lo spostamento.
  • Comunemente chiamata “Caravella portoghese“.
  • Dimensione: Pneumatoforo lungo tra i 9-30 cm, alto fino a 15 cm, tentacoli molto lunghi mediamente 10 metri.
  • Diffusa in tutti gli oceani, occasionalmente anche in Mediterraneo.
  • Tentacoli molto velenosi con funzione predatoria, paralizzano e uccidono velocemente piccoli pesci con cui l’animale si nutre.
  • Il contatto con la pelle umana provoca forti dolori e ustioni simili a frustate. Il dolore scompare dopo un’ora mentre le piaghe dopo 2 giorni. In alcuni casi gli effetti avversi si aggravano provocando: shock anafilattico, febbre, disfunzioni cardiache e polmonari. Raramente il contatto con l’animale provoca la morte.

Cosa fare e non fare

Importante in caso di incontro con questi animali, non toccarli. Non bisogna avvicinarsi per non entrare in contatto con i tentacoli che fluttuano in acqua, aspettare che la corrente faccia allontanare l’animale. In caso di contatto non utilizzare metodi casalinghi per curare le punture, ma raggiungere prima possibile il pronto soccorso o l’ospedale più vicino. L’incontro con questi animali nel Mediterraneo è ancora occasionale, non è necessario l’elevato allarmismo, è necessario imparare a conoscere gli animali per imparare a rispettarli.