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Centro commerciale

Centri commerciali: le linee guida per l’inverno

Il forte rincaro del costo della vita fa scattare l’allarme anche nei centri commerciali italiani, economia vitale per la nostra penisola, con un volume di circa 139 miliardi di euro e un tasso di incidenza del 7,5 per cento sul Pil nazionale. 

Centri commerciali: i provvedimenti contro la crisi energetici

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Come tanti altri, anche il settore delloshopping tradizionale” è stato messo a dura prova dalle conseguenze nefaste dell’emergenza sanitaria, il che ha favorito lo sviluppo delle piattaforme e-commerce. 

Adesso il problema si chiama choc energetico, provocato dal conflitto bellico in Ucraina. L’emergenza mondiale rischia di porre a repentaglio la stessa sopravvivenza di diversi centri commerciali italiani, a causa dei disagi avvertiti dai titolari dei negozi dinanzi al caro bollette

Scale mobili

I media hanno parlato di rischio default per circa il 50 per cento degli shopping centre dello Stivale. Tuttavia, il numero uno del Cncc (Consiglio nazionale dei centri commerciali), Roberto Zoia, rasserena gli animi in un’intervista concessa a Fanpage.it. Sì, i consumi si ridurranno quest’inverno, ma lo stato di salute dei grandi magazzini resta stabile, poiché gli affari sono tornati ai livelli pre-lockdown.

Lo stesso Zoia ha fornito delle delucidazioni sulle linee guida di risparmio energetico promosse dall’organizzazione di categoria, di comune intesa con i titolari dei negozi, così da far fronte alle criticità. Innanzitutto, promuovono l’accensione e lo spegnimento dei riscaldamenti in diverse fascia orarie: se prima applicavano quella dalle 9.00 alle 21.00, attualmente si restringe alle 10.00 – 20.00.

Negozi

Inoltre, le temperature non saranno più regolate intorno ai 22 gradi, bensì staranno sui 17. Il terzo punto riguarda, invece, la contrazione dell’intensità delle luci tra il 20 e il 30 per cento. Il piano mira a un doppio fine: educativo, cioè inviare un messaggio positivo alla comunità, ed economico, ossia ridurre i costi.

Stando agli studi di settore, le misure permetteranno un contenimento delle spese di circa il 10 per cento, ragion per cui dovrebbe restare grossomodo entro il range precedente alla crisi energetica.