Vivere Green
Armillaria ostoyae

Sai qual è l’organismo più grande del mondo? Non è quello che tutti immaginano

Parlando di esseri viventi esistenti, lasciando dunque da parte i dinosauri, oziosamente in questa calda estate ci si potrebbe chiedere quale sia l’organismo più grande del mondo. C’è chi pensa subito alle balene, chi agli elefanti, chi alle sequoie e ai baobab, ma tutti stanno sbagliando. L’organismo più grande del mondo è un fungo, più precisamente l’Armillaria ostoyae. E chi ha giocato o visto The Last of Us non si starà stupendo più di tanto di questa risposta.

L’organismo più grande al mondo è un fungo

Armillaria ostoyae
Mars 2002, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Pensiamo a un fungo: subito ci viene in mente la parte esterna, quella che raccogliamo e mangiamo (se si tratta di funghi commestibili come il porcino, è ovvio). Ma in realtà c’è tutta una parte ipogea del fungo, radici lunghissime che si espandono più di quanto possiamo immaginare (The Last of Us docet).

La parte vegetativa del fungo, il cosiddetto micelio, è formato da ife filamentose che il fungo usa per crescere ed espandersi. E questa parte può essere molto, molto vasta. Lo sa bene il Servizio Forestale degli USA che, nel 1998, cercano di capire quale fosse la causa della morte di più di 100 alberi in una foresta dell’Oregon.

aarmillaria ostoyae fungo
Jerzy Strzelecki, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Le indagini portarono a scoprire che la causa di tutto era l’Armillaria ostoyae, un fungo che fa parte della stessa famiglia dei chiodini. Ebbene: questo fungo si estendeva nella sua parte ipogea per 10 chilometri quadrati, pari a 1.500 campi da calcio. Il fungo cresceva a una velocità di 30-50 cm all’anno, dunque vuol dire che quel fungo non era solo l’organismo più grande del mondo, ma era anche molto vecchio, visto che poteva avere dai 2000 agli 8000 anni.

funghi
Michael Bakker Paiva, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Questa Armillaria ostoyae è un fungo parassita. I suoi filamenti si erano estesi così tanto da riuscire a penetrare nelle radici degli alberi, uccidendoli poco per volta.