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Pomodori ‘marci’: questo e tutto quello che vogliono farci credere sulle passate che si trovano nei supermercati

L’Italia è il Paese per eccellenza quando si parla di allevamenti ed agricoltura. Proprio quest’ultima è una delle risorse economiche e finanziare principali del Bel Paese. Molto diffusa è la semina e la raccolta di pomodori, che inizia nel periodo primaverile e termina alla fine dell’estate. Moltissimi prodotti che possiamo trovare nei supermercati sono a base di pomodori come la salsa, il concentrato di pomodoro, i barattoli di pelati oppure il ketchup. Ogni giorno migliaia di prodotti di questo genere vengono acquistati e consumati durante i pasti. Tuttavia non tutti sanno dello sfruttamento, dell’illegalità e delle irregolarità che ci sono dietro questo commercio. Stiamo parlando del caporalato, che nel nostro Paese è un problema sempre più diffuso, e necessità di misure immediate da parte delle autorità competenti al fine di regolarizzare qualunque lavoratore.

Il caporalato dietro la raccolta dei pomodori

In questo spiacevole fenomeno succede che i lavoratori sono costretti a lavorare per 14-16 ore al giorno consecutive sotto il sole (la raccolta avviene in estate), a vivere in condizioni igieniche precarie in case dallo spazio ristretto e senza utenze. Essendo inoltre dei lavori poco remunerativi (circa 3 euro l’ora), in Italia principalmente questo problema riguarda i migranti, che hanno più difficoltà a trovare un lavoro ben pagato e stabile. Così facendo il caporale (capo agricolo) ha la possibilità di trarre più profitto possibile dal commercio di pomodori, ignorando del tutto i diritti umani e civili dei suoi dipendenti.

Come contrastare questo fenomeno

caporalato, come contrastare questo fenomeno

Se è vero che le autorità hanno l’obbligo legale di combattere il caporalato, noi consumatori abbiamo un obbligo morale che dovremmo rispettare per contrastare un po’ il problema. Il consiglio che vi diamo è quello di prediligere verdure di stagione a km 0 o cercare di acquistare solamente della piccole aziende o dagli agricoltori locali. Infine, se si ha il tempo e la possibilità, vi consigliamo di creare un proprio orticello in modo tale da non dover più acquistare ortaggi e verdure dalle grandi aziende.